La Collezione Marsili

Il Museo del Restauro ospita una parte della prestigiosa Collezione Marsili, costituita da forme e calchi in gesso realizzati dalla storica Ditta Fratelli Marsili, una delle più antiche botteghe di “formatori” in Italia, fondata intorno al 1850. 

Il nucleo esposto testimonia il periodo di maggiore attività della bottega, sviluppatosi nel secondo quarto del Novecento, quando l’officina di via Frattina a Roma poteva contare su circa un migliaio di calchi e matrici. Si trattava di riproduzioni delle più importanti opere scultoree conservate nei principali musei italiani — dai Musei Vaticani ai Musei Capitolini, dal Museo Archeologico di Napoli alle Gallerie degli Uffizi — oltre a capitelli, fregi ornamentali e dettagli architettonici tratti dai capolavori dell’antichità e del Rinascimento. 

La collezione si distingue per la qualità delle realizzazioni, talvolta rifinite con vernici speciali per imitare la patina del bronzo, e per il valore documentario nello studio dei processi di formatura e copia. La sua importanza risiede anche nell’essere una testimonianza unica di quasi un secolo di attività ininterrotta, capace di riflettere, attraverso i manufatti conservati, l’evoluzione del gusto e delle tecniche di lavorazione. 

La Collezione Bellomo

Il Museo del Restauro ospita parte della Collezione Bellomo, un importante gruppo di ceramiche preromane provenienti dall’Italia meridionale, con particolare riferimento all’area apula, databili tra il V e il II secolo a.C. 

La raccolta comprende manufatti di grande interesse storico e archeologico, tra cui un’olla in ceramica comune romana, diverse oinochoai apule, un cratere a volute decorato con mascheroni, skyphoi in ceramica apula del IV-III secolo a.C., un’anfora greco-italica del V secolo a.C., oltre a piatti, calici e tazze in ceramica. 

Questa collezione, per varietà tipologica e qualità dei pezzi, rappresenta una significativa testimonianza delle produzioni ceramiche dell’Italia meridionale antica, documentando non solo gli usi quotidiani e rituali di queste forme, ma anche il raffinato livello tecnico e artistico raggiunto dalle botteghe ceramiche dell’epoca. 

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